mercoledì 13 ottobre 2010

Tg1, mon amour

Un mercoledì come tanti, dopo una
giornata di duro lavoro, in città sempre più avvolte dall'insicurezza (non economica, eh, quella è in ripresa, altro che i negativismi di Iacona), dallo smog (forse è ora di cambiare auto, ha già tre anni) e da un termometro sempre più umido e in picchiata si sente la necessità di una cena a maggior tasso calorico.
20:00 da poco passate, forchetta e coltello impugnati, doppio click sul telecomando e via, si può cominciare a mangiare in pace davanti al tg. L'uno, per precisione.
Un paio di minuti con tutti i sensi impegnati ad analizzare suoni, sapori, odori, colori, consistenza della cena e l'orecchio si sintonizza sulle notizie.
Numero uno: in una imprecista località marittima una coppietta, forse appartata per scambiarsi effusioni (aspetto non rilevante, scivolante in secondo, terzo, ultimo piano) viene fermata, minacciata, rapinata, violentata (lei) da un rumeno, di cui ci vengono subito mostrate le fattezze. Armati di coraggio i due l'hanno denunciato ed è stato beccato. Tiè, giustizia è fatta!
Numero due: da qualche parte in Italia un'altra ragazza è stata sequestrata, malmenata e violentata non da uno, non da due ma, udite udite, da ben tre rumeni per ore interminabili, finchè, lasciata libera di tornare a casa, ha fatto scattare la denuncia. Presi anche loro tre, le strade sono ancora più sicure.
Numero tre: aggiornamenti sulla ragazza andata in coma dopo il pugno ricevuto nel metrò di Roma. Una ragazza, guarda caso, rumena. Si parla, via citofono, con il giovane aggressore, incensurato, ma costretto ad una vita sulla strada. Ci spiega che lui non ha mai fatto male a nessuno, che il diverbio è nato, come altri accadutigli, per una questione di fila dal tabaccaio e che essendo lei stata molto insistente doveva per forza essere armata di peperoncino, coltello o pistola (chissà, forse la stessa usata dal connazionale del primo servizio?). In fondo noi telespettatori lo sappiamo, con 'sti rumeni non c'è mai da fidarsi, anche se potrebbero avere danni neurologici permanenti.
Quattro: aggiornamenti su Sara Scazzi. Lo zio s'è contraddetto. O parla al plurale maiestatis o nell'omicidio è coinvolta qualche altra persona. Sicuramente dei rumeni o dei rom, che tanto una vocale di differenza cosa conta.
Altre notizie: il pianeta non ce la fa più, ce ne servirebbero due, lo dice il WWF. L'ingordigia del mercato lo sta stuprando (come la ragazza di prima), lo sta mandando in un coma irreversibile. Non so gli altri telespettatori, ma io sono convinto che in qualche modo centrino anche in 'sta storia dei rumeni. Cazzo stan dietro ogni cosa! Così come nelle ordinanze comunali che vietano di dar da mangiare agli animali, anche se per legge non si potrebbero emanare. Ci saran sempre loro, bestie di strada dietro sto giro. Anche i rifugi per animali, ma a chi volete darla a bere? A proposito di bere, si parla di vino frizzante, ma solo dopo una carrellata pubblicitaria di prodotti e supermercati bio, così andiamo a spendere e magari ci scappa pure una monetina per chi ci aspetta fuori che sarà rumeno sicuramente. Così come quello, notizia dell'ultim'ora, che ha minacciato Bersani.
Un assedio, un' epidemia. Già mi chiedo come farò ad uscire di casa domani, a lasciare la macchina incustodita, ma che dico? la mia casa! Dovrò stare attento, molto attento. Evitare i contatti, ridurli all'osso. Mani in tasca, occhi a terra, comincerò a muovermi più veloce, rasente ai muri, non si sa mai.
Bene, è deciso. Mi sento già meglio. Posso tornare alla mia cena.
Fredda...
Maledetti rumeni.

[Nota: il Tg a cui questo brano si è ispirato è realmente andato in onda, poco fa, 13/10/10. La serie di notizie è stata montata in questa maniera sconcertante, calcando la mano su di un unico argomento, restringendo l'impatto dei seguenti, ambiente in primis. E' sempre bello constatare la salute della nostra informazione.]

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