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venerdì 9 settembre 2011

Nel caso che....


Ho compilato una breve lista delle cose da fare nel caso non mi riconfermassero sul bambino autistico che seguo da anni. Affinchè non mi colga impreparata, l'abbondanza di ore quotidiane da gestire e controllare, in uno stato di libertà semi apparente in grado di annichilire anche i più impegnati creativi, segno per punti le cose da non farmi scappare.

1-  Riprendere a fumare una sigaretta ogni tanto, aiuta a scaricare l'ansia
2-  Andare in piscina a contare quante signore grassottelle riempono le vasche di Acquagym
3- Seguire le offerte della spesa sui volantini che riempiono la buchetta
4- Fare il giro dell'isolato tutte le mattine per beccare il postino e impezzarlo su meteo e dintorni
5-  Piazzarmi davanti scuola alle 8:30 ed aiutare i bambini ad attraversare la strada
6-  Passeggiare nel parchetto sotto casa con il giornale sotto braccio
7- Andare a prendere il pane dal fornaio e chiedergli se qualcuno ha bisogno di una baby-sitter 
8- Mettere un annuncio su bacheca.it come Cat-sitter e/o Dog-sitter, all'occorrenza improvvisarsi tale
9-  Andare a spulciare tutti gli annunci dei giornali che si trovano vicino le fermate degli autobus
10- Andare alla posta a pagare le bollette quando pagano le pensioni 
11- Andare a comprare due cavolate per cena al Lidl nell'ora di punta e conversare allegramente in fila
12- Posizionarmi davanti alla Casa dei Testimoni di Geova  di via Mondo 27 e controbattere animatamente le loro teorie
13- Registrare su taccuino le localizzazioni esatte di Camperisti Rom che si aggirano nel quartiere e seguirne gli spostamenti
14- Accompagnare la signora Lucia a fare la spesa il martedì mattina e tornare a casa a piedi con carrello straripante che per una settimana non abbia necessità di riuscire
15- Fare in modo che Monsieur Le Merde abbia la consueta scatolina di cibo in assenza di padrone e che non vada ad importunare il vicinato.
16-  Ritirare pacchi e pacchetti a nome di tutto il palazzo, SDA, TNT, Corrieri di tutti i colori, far concorrenza al materassaio per reperibilità e cortesia.
17- Salutare la proprietaria di casa aggiornandola su Frizzi e Lazzi, spassosi o meno, conditi da irrefrenabile fantasia
18- Tenere ordinata la cantina
19-  Andare a Badolo insieme al Signor Giacomo una mattina ogni tanto
20-  Leggere i post di Jumpinshark, tenere aggiornato il blog e argomentare su twitter
21- Inserirmi gradualmente nella fauna del Bar Texas 
22- Seguire gli spostamenti dei vari cantieri e confrontarmi con gli Umarells
23- Appostarmi vicino ai bidoni di via Modena e finalmente scoprire chi cazzo è che butta i copertoni usati nel bidone dell'umido
24- Suonare al vicino e aiutarlo a finire di sistemare il balcone (dopo due anni sarebbe anche ora) 
25- Finire i due Carnet di Viaggio abbandonati a metà
26- Mettere in piedi il progetto per un libro di illustrazioni per bambini
Questa lista sommaria si attiene a persone, luoghi, fatti reali,
da aggiornare
                                                                          da evitare!

giovedì 14 luglio 2011

Hey diddle diddle

 


Alla fine, grazie all'aiuto di @danielafinizio nel risolvere l'arcano sulla traduzione di "diddle diddle" (passaggio dal significato puramente onomatopeico) anche questa filastrocca ha trovato una sua forma grafica. Normalmente lasceremmo il tutto tra le mura della scuola, le sue urla, i suoi giochi, canti, balli, storie e le più improbabili domande che possono sorgere da un bambino (uno oggi mi ha chiesto se avessi le sue chiavi di casa!), ma visto lo sbattimento della tweet-friend (termine che non so se piacerà a jumpinshark) nel farci arrivare esempi grafici, pareva brutto non dare un riscontro.

L'idea dell'attività è tutta di domusorea, letteralmente unica in questo genere di attività, il video raffazzonato è stato montato da me e tutte le immagini usate sono dei fantastici bimbi della classe delle Raganelle (età 3-6). Noi, alla fin fine, diamo il via, ma sono loro a far nascere questi piccoli capolavori.

lunedì 20 giugno 2011

E' solo questione di nuances

Capelli grigi: non è colpa di alimentazione e stress
                  Addio capelli bianchi, una molecola farà ritornare il colore,
                                  Capelli bianchi, la causa in ciò che mangiamo,
                                             Perchè compaiono in giovane età?
                                                              Tecniche per coprire i capelli bianchi,
                                                                                   Capelli grigi: se li strappi, triplicano,

Ecco, lo sapevo. Primi capelli bianchi che arrivano e un'imbarazzante quanto amletica domanda a occupare i miei pensieri di fine giornata: li lascio stare o me li tingo? La rete non porta consiglio, giro tra un sito e l'altro e mi soffermo a guardare qualche bella foto di chiome in Sale e Pepe. Gli uomini naturalmente sempre ritratti con disinvoltura, guardo George Clooney ammiccare fiero dei suoi capelli  mentre al femminile solo foto di chiome o altamente ossigenate o da signore un pò troppo attempate. Qualcosa di più vicino al mio stile? Neanche a pagarlo oro, o troppo Trendy o troppo Nonna. Qualcosa che non somigli troppo a Crudelia Demon e tantomeno a una versione sexy di Madonna ai tempi del Blond Ambition Tour.
Il momento della fatidica domanda arriva per tutt*, chi prima chi dopo davanti ad uno specchio ci passiamo. Sono un paio di mesi che ho notato qualche capello affacciarsi sul mio viso da Trentatreenne organizzata. Tutti a dirmi: ah si, ma mica li dimostri! infatti, mica li dimostro. Se mi siedo a gambe incrociate in mezzo ad un gruppo di bambini riesco ancora a mimetizzarmi perfettamente ma se i capelli si moltiplicano non potrò più usare questo trucco. Credevo bastassero biberon di thè verde e frutta a volontà per allontanare i radicali liberi e invece NADA= Niente = Nothing, qualche radicale ce l'ha fatta, ha oltrepassato la cortina di ferro ed i primi capelli canuti son arrivati. Ne ho qualcuno qui vicino alla vertigine della frangia, ho pensato di ignorarli ma sembrano contagiosi. Da due, tre si allargano, qualche amica mi ha detto di non provare a strapparli che il dio Grey si intestardisce e ti riempie la testa. Per carità, guai a controbattere dicerie popolari e poi perchè strapparli? Qualcuno alle prime apparizioni ricorre subito al parrucchiere o a tinte fai da te che sembrano dire ogni volta: Achtung! se mi usi una volta poi non potrai più farne a meno. Allora che fare? ripeto dubbio amletico, li lascio stare? o li ignoro, come faccio con i fottuti tarli che son tornati a smangiucchiare la credenza dei bisnonni di Ub. Ignoro o combatto, stermino capelli - tarli- continuo a far finta di non vederli o corro ai ripari, provando con una nuances vicino alla mia? Castano chiaro, medio, scuro, ebano, cioccolato e liquirizia ce n'è per tutti i gusti. Scegliere una nuances è come scegliere un vino all'IperCoop di Villanova di Castenaso. Opto per il risparmio oppure punto sulla qualità? non li tingo dai tempi memorabili del primo anno d'Accademia di Belle Arti, forse ho dimenticato anche come si fa ma se mi impegno riporto tutto a com'era prima dell'incontro con sti quattro radicali liberi. Nel frattempo potenzio frutta e verdura, il thè verde lo faccio più forte e poi esagero con piante aromatiche dal timo al rosmarino passando per la salvia e l'origano. 
Nel frattempo una miriade di clichè da sfatare: gli uomini brizzolati son tutti affascinanti e le donne sanno di trasandato: non è vero, non è assolutissimamente vero. Conosco signore che indossano il bianco in testa con un eleganza da far invidia e uomini che con il loro brizzolato a macchie sembran più dei cuccioli di Dalmata che altro. Come al solito è una questione di sicurezza ed eleganza. Questo non basta a convincermi a tenermi questi quattro peli bianchi. La commessa di Acqua&sapone dice che la giusta nuances ti ravviva il colore, e che oramai in commercio si trovano solo tinte molto delicate che neanche te ne accorgi che le stai usando, può star tranquilla,e poi fà sempre in tempo a tenerseli al naturale, ma così giovane è quasi un peccato...
già..un peccato...

Scusi Signorina
cosa stava dicendo delle Nuances....................



giovedì 19 maggio 2011

"Faccetta nera" s'ha da fare!

CARO DIARIO, 
oggi a scuola abbiamo fatto il laboratorio di musica. Dovevamo scegliere una canzone da cantare tutti insieme allora la maestra ci ha detto che conosceva una canzone molto bella. La dobbiamo imparare a memoria che poi al saggio ci vengono a vedere i genitori e la maestra dice che non bisogna fare una figura da somari. Io che di solito canto bene, la maestra dice che al ritornello canto più forte è meglio.
La canzone si chiama "Faccetta nera" e la maestra ci ha detto che parla del tricolore e di un viaggio speciale che hanno fatto tanti soldati per portare, in un paese che si chiama Etiopia, la pace italiana. A me mi sembra una canzone un pò noiosa ma se ce lo dico lei mi prende e mi toglie dal coro. Mio padre dice che se mi toglie dal coro lui non viene più alla recita. Io penso che mi piace se lui non viene alla recita così non mi vesto come la bandiera italiana e non canto "faccetta nera". Tutti  vogliono cantare la canzone pure la maestra che la preside gli fa i complimenti e dice che è brava a fare musica. Io penso che per la festa dell'italia con la chitarra potevamo cantare la canzone che piace a mio cuggino maggiore Franco che me l'ha cantata e fa pure ridere. Così ridevamo tutti alla recita e pure la maestra e la preside, ci davano tanti bei voti e facevano la festa con i genitori che ridevano. Tutti a morire di risate. 
Ora ti saluto, ti piace il disegno che ho fatto? 
Questa è la maestra che dice:



  


Questi sono Carlo, Amin e Maya che rispondono


                           

Questo è il testo che ho copiato per fartelo vedere

 Se tu dall'altipiano guardi il mare,
Moretta che sei schiava fra gli schiavi,
Vedrai come in un sogno tante navi
E un tricolore sventolar per te.

Faccetta nera, bell'abissina
Aspetta e spera che già l'ora si avvicina!
quando saremo insieme a te,
noi ti daremo un'altra legge e un altro Re.

La legge nostra è schiavitù d'amore,
il nostro motto è LIBERTÀ e DOVERE,
vendicheremo noi CAMICIE NERE,
Gli eroi caduti liberando te!

Faccetta nera, bell'abissina
Aspetta e spera che già l'ora si avvicina!
quando saremo insieme a te,
noi ti daremo un'altra legge e un altro Re.

Faccetta nera, piccola abissina,
ti porteremo a Roma, liberata.
Dal sole nostro tu sarai baciata,
Sarai in Camicia Nera pure tu.

Faccetta nera, sarai Romana
La tua bandiera sarà sol quella italiana!
Noi marceremo insieme a te
E sfileremo avanti al Duce e avanti al Re!

Ti piace?   metti una X   su   SI  o NO

giovedì 5 maggio 2011

2011 Odissea nel futuro: la fine di ogni male

Non c'è che dire, l'happy end alla fine arriva sempre, così come i conseguenti happy hour per le strade di tutte le terre libere.
Per chi avesse ancora dei dubbi è ora di capirlo. Siamo salvi, il bene ha trionfato.
Definitivamente.
Le terre di mezzo sono finalmente al sicuro da ogni pericolo. Possiamo tirare un sospiro di sollievo e sorridere, eternamente grati, ai nostri valorosi guerrieri, paladini della libertà che con sprezzo del pericolo hanno affrontato il Nemico.
Grazie all'epico sforzo di tutti questi eroi, oggi posso dire di sentirmi molto più al sicuro.
Da domani ogni cosa migliorerà, me lo sento.
Caleranno i prezzi di case e mattone, aumenteranno i redditi, i servizi pubblici raggiungeranno il più altro grado d'eccellenza. Calerà vertiginosamente anche il costo del petrolio, che inoltra sarà usato limitatamente, perchè comincerà la grande era dell'uso delle energie rinnovabili. Crollerà ogni tipo di sistema conosciuto e se ne stabilirà uno nuovo, pacifico ed armonizzante. Anche l'economia cesserà ogni cinica barbarie e in pochi anni sarà dimenticato perfino cosa sia un'arma o un delitto.
Ogni cosa si ripiegherà su se stessa, migliorando esponenzialmente. Riusciremo tutti ad esperire percezioni inedite, strabilianti, con uno scatto in avanti veramente rivoluzionario.
Esorbiteremo.
Tutto grazie alla fine di un sol uomo.
O forse no?

martedì 5 aprile 2011

Nun c'è più trippa pe'gatti, neanche a scuola!

E' quaresima e anche nelle scuole si dovrebbe far digiuno. Questa la brillante idea di un consigliere ravennate che propone, per rimanere in linea con i precetti cristiani, di attenersi alle regole del buon senso e di piegare il menù scolastico allo spirito della quaresima. Lo scopo è venire incontro alle famiglie cattoliche che la praticano e che rispettano il digiuno. La mensa scolastica, è risaputo, si adatta alle varie diete; ogni bambino di religione diversa può chiedere di avere un pasto privo di maiale, di bovino, di proteine animali nel rispetto di quelli che sono i precetti della religione d'origine, ma qui la questione è un pò diversa. L'idea del digiuno per il rispetto della pratica della propria fede suona in modo strano. C'è un punto dell'articolo dove Grandi afferma che la dottrina cattolica, insegna che coloro che non sono tenuti all'osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno comunque formati al genuino senso della penitenza cristiana. Chi dovrebbe formarli al genuino senso della penitenza cristiana? la scuola che per principio dovrebbe esser laica? la mensa della scuola con menù poco appetitosi e non sempre a favore di bambino?
Pasta in bianco, sugo che sa di pelato, formaggio insipido da spalmare, salsicciotti poco cotti e verdure mollicce, merluzzo bollito, crocchette di patate dure come un sasso. Lo scenario è deprimente a priori. Mangiare a mensa è già una penitenza. Ricordo ancora un pasto così costituito: pasta scotta con olio di semi, crocchette di ceci e per contorno sugo all'origano. Due misere crocchette che neanche il gatto più affamato del quartiere avrebbe addentato e per facilitare il boccone un bel sughetto nel quale "pucciarle" per mandar giù l'impasto e tanti saluti. Mi domando se questo consigliere abbia mai mangiato in una mensa scolastica. Inutile dire che i comuni si stanno attivando, che ci sono mense che funzionano e che i prodotti spesso fanno parte di un ciclo biologico. Tutte fregnacce! a scuola ci mangio 3 giorni su 5 e vi posso assicurare che i bambini digiunano anche fuori quaresima, da settembre a giugno e mai che qualcuno si sia preccupato di cambiare le cose. I genitori lo sanno, la scuola lo sa, eppure lo spirito da penitenza persiste.
Caro consigliere prima della quaresima c'è sempre un periodo dove tutti possono riempirsi di leccornie grassissime e prelibate senza cadere nel peccato, potrebbe proporlo affinchè le scuole esagerino prima per poi moderarsi dopo. Della serie sfrappole e bignè a ricreazione, fettuccine al ragù e pollo arrosto con patatine, cheeseburger e insalata fresca di campo, macedonie con frutta freschissima di stagione e succhi di mirtillo a volontà. Fatto questo possiamo passare anche a pane e acqua, ora et labora, in maniera graduale magari mantenendo il frutto di stagione a merenda. 
La dieta delle nostre mense ha già un connotato cristiano-cattolico, altrimenti non si spiegherebbe la questione del pesce al venerdì. Sono anni che lavoro a scuola e che al venerdì mi viene sempre propinato merluzzo, halibut e palombo. Mai il lunedì o che ne so il giovedi! fateci caso, sempre il venerdì. In rete si trovano anche curiose discussioni a riguardo che pongono l'accento sulla questione religiosa nella gestione dei menù scolastici, discussioni che non portano da nessuna parte ma che dovrebbero farci riflettere quando l'ennesimo consigliere se ne esce con proposte strane.

Post Scriptum
C'è una nota apparsa sul sito del Comune di Bologna dove, per rimanere in tema di pesce, si sottolinea che per l'emergenza nucleare il pesce utilizzato nelle refezioni nostrane proviene solo da partite precedenti l'11 marzo. Ora siamo tutti più tranquilli. Amen!

Per rimanere in tema di digiuni e scuola ecco qualche link da spulciare:

Per gli affezionati del digiuno, qui una proposta moderna "degna di rispetto".
Qui, un digiuno che ha sollevato l'opinione pubblica sulla funzione che i corsi serali hanno di accoglienza verso i lavoratori immigrati e qui quello dei precari italiani.
Il castigo insegnato nelle scuole: Nun c'è trippa pe' gatti, bambini poveri a digiuno.




lunedì 31 gennaio 2011

Strani giorni

A Bologna c'è la neve. Non come l'anno scorso, tra lastre di ghiaccio e cumuli bianchi in cui lasciarsi andare. E' tornata ad imbiacare, ieri più che oggi, l'acqua la sta già lavando, sotto il candore spunta il solito grigiume delle strade. Sui tetti dei vicini è rimasta. Vedo bianco e vedo grigio, il rosso dei coppi no, un po'dispiace ma che ci vuoi fare? L'anno scorso me l'ero goduta la neve, pure troppo, a dicembre si scivolava un sacco. Due, tre passi e puff, dritti per terra, tra le sirene delle ambulanze al lavoro. Quest'anno c'è meno neve, e meno sirene, chissà perchè, ma l'anno scorso a letto ci stavo meno, per dormirci e poco altro. Le gambe poi, anche quando scivolavo non mi dolevano, anzi si sganasciavano a provocare strani equilibri. Oggi mi dolgono, steso a letto. E' da quando son piccolo che le prime avvisaglie di influenza partono dalle gambe. Dalle ginocchia, per maggior precisione. Perciò resto qui, steso, ad aspettare che passi, insieme alla neve.
L'anno scorso c'erano più neve e più cadute mentre oggi resto steso ad un metro da terra. curioso.

Intanto, fuori, non si trova solo la neve, che ormai si sta sciogliendo, mentre le gambe non ne vogliono sapre di rilassarsi. Fuori, si diceva, succede di tutto ed il semicrampo dietro le rotule non è poi così importante a confronto, ma tant'è.
C'è un mediterraneo sempre più in fiamme, mentre qui, chissà perchè, c'è la neve, che pure un po' si sta sciogliendo, ma in generale resta più o meno tutto congelato. La politica, i politici, gli industriali, gli assessori...
Ecco, di assessori mi piacerebbe parlare, nonostante il fastidioso tirare alle gambe, perchè mentre il Grande Intrattenitore, a cui le gambe, se non altro, cominceranno a tremolare un po', perlomeno, si rende conto di avere meno cani e burattini al guinzaglio di quanti credesse. Anzi, oramai pare avere solo cime senza un capo. Dicevo, mentre il poveretto si rende conto che i tanti figliocci e figliocce non erano propriamente interessati a lui in persona ma al contesto circostante; alcune teste calde, le gui gambe sembrano in ottima salute mentre le teste meno, ma tant'è, stanno cominciando a darsi da fare, a prescindere dalla neve o meno. Perciò questi assessori hanno dato il via alla storiaccia appena sfiorata da neve e media (figurarsi dal male alle gambe), quella del #rogodilibri, che per fortuna, invece di cadere sdraiata letto sotto i colpi di un influenza ignorante, è andata avanti e, come ottimamente riassunto qui, ha portato alle prime vittorie, risultati positivi che fanno ben sperare in mezzo a questo crescente infiammarsi mediterraneo (che magari il gelo e la neve peninsulare li scioglie pure).

E i "cari" assessori?
Si leccano le ferite, storditi, continuando ad azzannare a destra e a manca, alla ricerca di qualche boccone meno amaro. E intanto che la neve pian piano si scioglie e il male alle gambe rimane, entrano in piccoli deliri da termometro caldo e da sonno agitato.

E' notizia di poco fa (dell'Ansa dietro alle gambe, ed oramai dietro alla testa, che tanto mi dolgono) che, oltre alla denuncia lanciata contro "Terra-Nord Est" per questo articolo, la signora dai pendenti discutibili abbia intenzione di scagliarsi contro Pierpaolo Capovilla per violazione di copyright. Il pezzo in questione pare il seguente:



Sembra che la maggior parte del testo usato in questa canzone (le parti più ritmate) facesse parte di una poesia scritta dalla sovracitata in un momento d'ispirazione, contenuta in una raccolta di pensieri e sonetti da pubblicare tramite finanziamento della comunità europea: "Opere atte al mantenimento ed alla preservazione delle tradizioni regionalistiche e locali".
La risposta del cantante non si è fatta attendere e sottolinea come tali spregevoli accuse siano totalmente inutili, essendo il brano risalente al 2009. Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di spezzare le ginocchia a chiunque mostri un'idea contraria e non revisionista.
Per ora la questione sembra risolta, anche se quella delle mi povere ginocchia no, ma voci interne alla regione hanno fatto trapelare il fatto che l'assessora stia consultando un gruppo di medium e sensitivi per dimostrare come quello di Capovilla sia un plagio anticipatorio.

A questo punto non mi resta che alzarmi, farmi una spremuta, guardare la neve che si scioglie e sperare che il male alle ginocchia (e alla testa) passi in fretta.
Potrei anche convincermi che assurdità del genere possano realmente accadere.